Attualità
Queste le aliquote contributive per i versamenti alla Gestione Separata INPS nell’anno 2022.
Ai fini della corretta applicazione dell’aliquota contributiva alla Gestione Separata, per questa tipologia di lavoratori, ha rilevanza la distinzione tra:
L’indennità DIS-COLL spetta ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno perso involontariamente l’occupazione e che sono iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata presso l’INPS.
L’indennità non spetta, invece, a: collaboratori titolari di pensione, titolari di partita IVA, amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.
In tutti i casi sopra esposti la ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente è stabilita nella misura, rispettivamente, di un terzo e di due terzi.
Rientrano in tale categoria i lavoratori autonomi che esercitano un’attività professionale, ossia quei contribuenti che, in linea generale, addebitano in fattura al proprio committente il 4% a titolo di rivalsa.
Per l’anno 2022, le aliquote di computo, cioè quelle utilizzate per determinare la quota contributiva utile ai fini pensionistici, sono le seguenti:
Per completezza di esposizione rammentiamo che trova tuttora applicazione il disposto del primo comma dell’articolo 51 del T.U.I.R. anche nei confronti dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, in base al quale le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo d’imposta precedente (c. d. principio di cassa allargato). Da ciò consegue che i compensi erogati ai collaboratori entro la data del 12 gennaio 2022 e riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2021 sono da assoggettare alle aliquote contributive in vigore nel 2021.
L’accredito dei contributi mensili si basa sul minimale di reddito (ex art. 1, comma 3, della Legge n. 233/1990) pari, per il 2022, ad euro 16.243,00 annui. Pertanto, gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del:
24,00% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di euro 3.898,32;
26,23% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuale pari ad euro 4.260,54 (di cui euro 4.060,75 ai fini pensionistici);
33,72 % avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuale pari ad euro 5.477,14 (di cui 5.360,19 ai fini pensionistici);
35,03% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuale pari ad euro 5.689,92 (di cui 5.360,19 ai fini pensionistici).
In caso di versamenti di importi inferiori, il lavoratore non avrà la copertura pensionistica integrale dell’anno. L’INPS infatti provvederà a ridurre i mesi accreditati in proporzione alla contribuzione versata.
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